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Lunghi tavoli in legno

Lunghi tavoli in legno  e un accorpamento. Per una speranza non videosorvegliata. C'è uno specchio d'acqua dove veglia un volto agile e volitivo.  Una detonazione sul collo slitta sull'imprescindibilità del vissuto come agendo in una risacca. Con abbondanti perturbazioni.
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Antiche travi a vista

Antiche travi a vista issate  su terre di fibrillazioni sonore. L'onda va masticata in spazi flebili  [tra segni aerei non distinguibili]  mentre i fiumi sporgono eterni  e un passo incredulo viene arato  dal tempo diurno astante.  L'onda va masticata  come in un accecamento tribale  [nottetempo il mare svetta sereno].

Teatro musicale in versi/Basileus

  BASILEUS  di Anna Laura Longo (testo per un'opera di teatro musicale in versi) Voce 1 Basileus chi ti fece? Chi ti fece impervie le ossa, compattate e adunche come turgidi baluardi? Quali braccia tornite  ti tenevano stretto, coibentato e infuso nei rinforzi di sagaci armature? E la fronte: Basileus chi ti rese angusta la fronte, per soffrire di ispida febbre e grondante calura? Una fronte brulla e riversa come florido inganno. La tua tunica larga e sciancata ora arriva massimo ai fianchi, imbiancata trema, ripercorsa di venature. Testimone di caparbia snellezza. Gesti interrogativi [gestualità meccanica e prorompente] Voce 2 Non avere. Non avere abbastanza. Non avere abbastanza diramazioni ed arsura, nel dirigere i passi tra le grinze di ogni estesa radura. Ogni passo è possibile senza voltarsi, senza lacci ai talloni o spianate suture. Ogni varco è accessibile senza adombrarsi, con lesioni alle gambe per sorreggersi e poi scardinare, linearmente oltranzisti, impetuosi...