BASILEUS di Anna Laura Longo (testo per un'opera di teatro musicale in versi) Voce 1 Basileus chi ti fece? Chi ti fece impervie le ossa, compattate e adunche come turgidi baluardi? Quali braccia tornite ti tenevano stretto, coibentato e infuso nei rinforzi di sagaci armature? E la fronte: Basileus chi ti rese angusta la fronte, per soffrire di ispida febbre e grondante calura? Una fronte brulla e riversa come florido inganno. La tua tunica larga e sciancata ora arriva massimo ai fianchi, imbiancata trema, ripercorsa di venature. Testimone di caparbia snellezza. Gesti interrogativi [gestualità meccanica e prorompente] Voce 2 Non avere. Non avere abbastanza. Non avere abbastanza diramazioni ed arsura, nel dirigere i passi tra le grinze di ogni estesa radura. Ogni passo è possibile senza voltarsi, senza lacci ai talloni o spianate suture. Ogni varco è accessibile senza adombrarsi, con lesioni alle gambe per sorreggersi e poi scardinare, linearmente oltranzisti, impetuosi...
Il suono è linfa tra costruzioni e de-costruzioni amalgamate col tempo [negli abitacoli di ogni respiro interno].