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Teatro musicale in versi

 


BASILEUS 

di Anna Laura Longo

(testo per un'opera di teatro musicale in versi)


Voce 1

Basileus chi ti fece?

Chi ti fece impervie le ossa,

compattate e adunche

come turgidi baluardi?

Quali braccia tornite 

ti tenevano stretto,

coibentato e infuso

nei rinforzi di sagaci armature?

E la fronte:

Basileus chi ti rese angusta la fronte,

per soffrire di ispida febbre

e grondante calura?

Una fronte brulla e riversa

come florido inganno.

La tua tunica larga e sciancata

ora arriva massimo ai fianchi,

imbiancata trema,

ripercorsa di venature.

Testimone di caparbia snellezza.


Gesti interrogativi [gestualità meccanica e prorompente]


Voce 2

Non avere.

Non avere abbastanza.

Non avere abbastanza diramazioni

ed arsura, nel dirigere i passi

tra le grinze di ogni estesa radura.


Ogni passo è possibile senza voltarsi,

senza lacci ai talloni o spianate suture.

Ogni varco è accessibile senza adombrarsi,

con lesioni alle gambe

per sorreggersi e poi scardinare,

linearmente oltranzisti,

impetuosi, eretti,

in un atto di rapimento.


Poiché esige sempre l’obbedienza l’autorità viene di solito scambiata con un modo di esercitare il potere o la violenza.

Eppure essa esclude qualsiasi coercizione esteriore: dove si impiega la forza l’autorità ha fallito.

D’altra parte l’autorità è incompatibile con la persuasione, che presuppone eguaglianza e richiede un processo di argomentazione: dove si impiegano argomenti di persuasione l’autorità è messa a riposo. All’ordine egualitario della persuasione si contrappone l’ordine dell’autorità che è sempre gerarchico. Se si vuole definire l’autorità occorre dunque distinguerla sia dalla coercizione, sia dalla persuasione.


[Lamento premonitore]


Voce 2

Uomini armati, fedeli seguaci

Basta dire loro espansione

-sensazione vivida e focalizzata-

Basta porgere loro un basamento,

la maniaca tentazione 

di un astratto dominio.

Non venire mai meno.


Voce 1

Basileus,

chi ti fece salvo e magnetico il dorso,

che conobbe calde permutazioni,

imbevuto e intriso

di invitanti erbe selvatiche?

Quale gusto stanco ti sottese il palato,

infiammandolo di alcool

e succoso cibo speziato?

Le distanti mandibole

sono scarne e polarizzate,

mentre il volto riarso,

non ancora invecchiato,

deglutisce il pallore

e lo sguardo fisso

nega varchi o residui di elargizioni.


[Gesti accusativi]


Voce 2

Non volere,

non volere altro,

non volere altro che assurgere

o attorniare, scatenando la furia

sui segreti alvei dei terreni incolti,

in un valico o in un rude entroterra,

per resistere e poi scardinare,

virulenti, esausti,

dopo un atto di inseguimento.

Il piacere che ricevo si accresce,

accecante e consolidato.


La quantità di violenza a disposizione di qualunque paese, può ben presto non essere più un’indicazione attendibile della forza di un paese, né una garanzia attendibile contro la possibilità di distruzione da parte di una potenza notevolmente più debole e più piccola. E questo comporta una sinistra somiglianza con una delle più antiche intuizioni della scienza politica, vale a dire che la potenza non può essere misurata in termini di ricchezza, che un’abbondanza di ricchezza può intaccare la potenza, che le ricchezze sono particolarmente pericolose per la potenza e il benessere delle Repubbliche -un’intuizione che non perde la sua validità perché è stata dimenticata, specialmente in un periodo in cui la sua verità ha acquisito una nuova dimensione di validità , diventando applicabile anche a un arsenale di violenza.


[Lamento premonitore]


Uomini armati, fedeli seguaci

Basta dire loro espansione

-sensazione vivida e focalizzata-

Basta porgere loro un basamento,

la maniaca tentazione 

di un astratto dominio.

Non venire mai meno.


Ora occorre un tracciato.


[Stasi-silenzio]


Voce 1

Perché taci?


Voce 2

C’è qualcuno in agguato

tempestato di sabbia,

permeato di alghe

su braccia inasprite.

La verità è che molto

à andato distrutto:

le lettighe, i morti sul campo

e la mano stanca,

-acidificata-

ricongiunge il tremore

in segmenti di rabbia.


C’è notizia di un rastrellamento?


Voce 1

Il malcontento avanza e sale

con seni adunchi, 

in forma di toro.


Spoliazione


Tregua


Arrendevolezza


_________________________________


Testo introduttivo

Basileus è la denominazione con cui nella Grecia antica si indicava il re e diviene simbolo, più genericamente, di ogni figura o struttura egemonica, depositaria di sovranità o preminenza. In modo specifico, Basileus, dà corpo fisico a tutte le forme che il desiderio di supremazia incarna, mutuando fattezze nella storia e nell’attualità  ma conducendo-senza soluzione di continuità tra volontà e abuso- alla lotta tra simili e alla riduzione in gerarchie, di potere appunto.
Il testo analizza e marca le complesse e nevrotihe configurazioni in cui il potere può costruirsi, creando uno sfondo di attrazione intorno ai temi di autorità e dominio, facoltà di azione e controllo, rischio e arbitrio.
L’accanimento verso il potere e la conseguente spinta tensiva e immancabilmente violenta che ne deriva, sono indicate come cause sostanziali dell’assenza di pace tra gli Stati e le comunità, come tra le varie “umanità” in genere. La riflessione intorno a un possibile tempo/orizzonte di pace mira dunque a raccogliersi intorno a due punti particolarmente frementi,da considerarsi in costante e dinamico movimento oscillatorio:
ANELITO e RESPONSABILITA’
Il testo in versi sarà affidato a due voci maschili che priviligeranno un uso particolare della voce, che esplorerà le molteplici possibilità di attacco, tenuta ed estinzione del suono, fino a raggiungere l’intimità del respiro. Attraverso un trattamento multiforme del materiale fonetico-sonoro si cercherà di attraversare i diversi piani espressivi, secondo una ricerca che mira a creare una configurazione acustica dinamica ed eterogenea. 
Si prevedono due compartimenti simmetrici in cui si articolano:
- gli interrogativi del singolo
- gli interrogativi della società (tradotti in forma di gesti, dapprima interrogativi e in seguito accusativi)
Segue un “lamento premonitore”.

Vengono intercalati ai versi, e affidati a una voce femminile alcuni stralci tratti da saggi di Hannah Arendt, in particolare Sulla violenza (1971) e Tra passato e futuro (1961).




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Anna Laura Longo è musicista-performer nonché autrice di saggi, articoli, componimenti poetici, testi di teatro musicale e prose sperimentali, che si accompagnano alla dicitura Corollari intrepidi . Per le sue pratiche di scrittura ha elaborato - e applicato nei testi- il concetto di "coefficiente interno di dilatazione della parola" sviluppando a tale proposito un itinerario procedurale che è riassunto mediante l'espressione "la parola espandibile". Porta avanti ricerche ed esplorazioni sonore e letterarie che si estendono in direzione delle arti visive. Ideatrice di installazioni composite e opere polimateriche promuove una spiccata multi-sensorialità. Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti in virtù dei suoi lavori, basati su un'integrazione e una fattiva giustapposizione tra le estetiche e i linguaggi. È interessata nella fattispecie alle mutazioni e al ruolo emancipatore e rifondativo delle arti, situandosi su un piano comparativo e amalgamante. È forte...